WORKING GROUP CARBURANTI RINNOVABILI

Viene istituito il Working Group Carburanti Rinnovabili per non disperdere il know-how costruito in un secolo di storia dei veicoli, salvaguardando il principio di “neutralità tecnologica” per le diverse soluzioni secondo cui il risultato ambientale che si desidera ottenere va perseguito e incentivato indipendentemente dal carburante o dalla soluzione tecnologica. Le diverse alternative possono – anzi devono – coesistere, ciascuna nella propria missione distintiva di mercato (per ambiti, aree o servizi) in grado di massimizzarne le caratteristiche e i risultati.

Come riportato nel Position Paper del CLM, il metano sarà per molti anni ancora il concorrente più facilmente accessibile dei carburanti fossili, potendo vantare un’ottima prestazione “ambientale” ed una economicità e affidabilità di esercizio al momento ineguagliabile.

Per questo motivo è fondamentale che le Istituzioni comunitarie, nazionali, regionali e locali garantiscano un’equilibrata allocazione delle risorse sia per gli investimenti che per la gestione, tenendo conto della tempistica di sviluppo e diffusione delle diverse tecnologie e dei relativi impianti.

Le accise e gli incentivi, che impattano direttamente sui costi di esercizio dei veicoli, vanno calcolati favorendo le soluzioni che garantiscono basse emissioni (non solo a livello locale) e la decarbonizzazione, come ad esempio il biometano, l’energia elettrica da fonti rinnovabili o l’idrogeno verde.

La produzione industriale di veicoli, componenti importanti (ad esempio le batterie) ed impianti deve essere affrontata con una logica allargata del tipo Life Cycle Analysische tiene conto di tutte le fasi che vanno dall’estrazione delle materie prime fino al recupero e smaltimento finale (dalla culla alla tomba): ad esempio, le prime analisi effettuate dal Politecnico di Milano hanno evidenziato che i veicoli elettrici, con gli impatti a monte legati alla raccolta, trattamento e trasporto di litio e terre rare e a valle per lo smaltimento di batterie e motori, presentano vantaggi e svantaggi economici, ambientali e sociali che richiedono ulteriori approfondimenti.

Gli investimenti, soprattutto pubblici, per la realizzazione di reti/stazioni di rifornimento, devono essere coerenti con le capacità di diffusione delle tecnologie e portati avanti con coerenza rispetto alle politiche avviate, come nel caso delle reti di rifornimento LNG/CNG.

In questo contesto, per la capacità di dare risultati immediati rispetto ai temi di sostenibilità ambientale, costi di investimento ed esercizio, affidabilità e flessibilità d’uso, è importante favorire lo sviluppo del metano nei trasporti stradali in Italia:

  1. nelle sue varie versioni (CNG per le automobili e i veicoli urbani e LNG per veicoli merci e autobus extraurbani), favorendo soprattutto:
    • L’uso del bio-metano (privo di emissioni di CO2 fossile) attraverso incentivi alla sua produzione e accise favorevoli al consumo;
    • L’acquisto di veicoli a metano (automobili, furgoni, camion e autobus) attraverso incentivi;
    • Lo sviluppo del retrofit per le auto e per i veicoli pesanti trasformati a Dual Fuel[1] attraverso incentivi e altre forme di sostegno[2].
  2. Il completamento delle reti nazionali delle stazioni CNG/LNG, in particolare lungo le autostrade e nei nodi strategici della rete stradale e nelle aree del centro e Sud Italia (al momento ancora prive o sottodimensionate), favorendo gli investimenti per la creazione di nuovi impianti da parte degli operatori attraverso finanziamenti agevolati e/o incentivi.
  3. Il sostegno dell’industria nazionale della filiera veicoli, componenti e impianti, favorendo:
    • La ricerca, sviluppo e innovazione, soprattutto attraverso il credito di imposta e altre forme di sostegno agli investimenti;
    • Lo sviluppo del mercato interno con il supporto di incentivi mirati ed adeguati (come riportato nei punti precedenti);
    • Il mercato internazionale, sostenendo gli interessi della filiera in tutte le sedi istituzionali (a partire dall’Unione Europea) e favorendo l’ingresso in sempre nuovi paesi interessati a questa tecnologia.

In allegato la lettera datata 31 gennaio 2022 delle associazioni inviata al Governo sul tema dei motori termici e carburanti.